OLIO D’OLIVA 2019/20′ 100MILA TONNELLATE IN MENO

Raffrontata con l’annata ordinaria sarà la peggiore degli ultimi dieci anni

Scompariranno decine di filari di olivi secolari, aggrediti da rovi e rampicanti funesti. I proprietari non possono sopperire alle spese di potatura e manutenzione.

Anche quest’anno il solito balletto di cifre sulla produzione di olio, con la raccolta dell’oliva ancora in corso.E le grida, che ci danno un +89%  sui risultati della scorsa stagione olearia, ricordano molto da vicino il Sor Carlo Alberto Salustri detto Trilussa, poeta romano e non romanesco.Prima di tutto perché l’anno scorso, con 172.000 ton. di raccolta, fu l’anno più disatroso dell’ultimo trentennio. Poi perché le 315-330-ton. previste quest’anno sono lontane almeno 100mila tonnellate “ dagli standard di un’annata olearia ordinaria (in media 450.000 – 550.000 tonnellate di olio ), infatti si prevede al di sotto della media degli ultimi 10 anni. Quindi sarà la campagna olearia di scarica più scarsa dell’ultimo decennio. In diverse zone olivicole sono già due anni consecutivi di scarica”.  Lo afferma, tra l’altro, Salvatore Tripaldi che quanto a ricerche e dati su agricoltura, turismo ed enogastronomia d’Italia, specialmente da Roma in giù, ne sa qualcosa. Inoltre è sufficiente dare uno sguardo alla cartina d’Italia per annotare che su una ventina di siti- sondaggio per la  produzione stagionale,  almeno la metà sono contraddistinti dal segno meno. A parte le Regioni del Nord e del Nord Est, particolarmente allarmanti, soprattutto per la qualità dell’olio, sono il calo della Liguria fra il 50-60% e della Toscana ed Alto Lazio col meno 20%. L’Umbria è a meno 28%. Proprio qui, dove solo da pochi giorni si è votato per il rinnovo dell’Assemblea legislativa e del  Governatore regionale, a proposito dello stato del comparto agricolo, si potrebbe affermare. “ ecco i risultati della politica regionale…diretta dalla cupola cattocomunista”. Ma sarebbe come sparare sulla croce rossa che, per l’occasione, è indicata nel trio Lorenzetti-Marini-Cecchini, quest’ultima Assessore inamovibile all’Agricoltura, Caccia, Pesca ecc. La Coldiretti spiega. “ a preoccupare sul mercato sono anche le importazioni di olio dall’estero cresciuto del 12% nei primi cinque mesi del 2019…  “. Ma a  preoccupare il Consumatore è soprattutto il prezzo  e la qualità dell’olio prodotto in Italia con olive o miscele d’Oltremare. Mentre i nostri coltivatori lasciano deperire e scomparire filari di olivi secolari. Per l’impossibilità di affrontarne le spese di potature e manutenzioni.

Angelo Pennacchioni

 

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