Famiglie “alleggerite” per l’Rc auto



Varrà la classe di merito più bassa in famiglia. Pagamento solo con circuito PagoPA; nuove norme di contrasto all’evasione del bollo e addio alla carta di circolazione.

numerosi correttivi al decreto fiscale collegato alla manovra di fine anno – correttivi approvati nella notte dalla Commissione Finanze della Camera – prevedono sostanziose novità nell’ambito del settore automobilistico e non solo (ad esempio, la cancellazione della sanzione di 30 euro – più il 4% del valore della transazione – per il commerciante non munito di Pos).

Oltre alla riforma dell’rc auto (con la possibilità, in famiglia, di pagare il premio più basso, cioè in cui varrà la classe di merito più bassa in famiglia e le assicurazioni già sono in fibrillazione), è prevista una novità in materia di bollo auto. Cambiano, in buona sostanza, le modalità di pagamento del bollo auto. In particolare, a partire dal 1° gennaio 2020, tutti i versamenti dell’imposta sull’automobile dovranno avvenire sul circuito PagoPA. In realtà «nella maggior parte dei casi era già così da quest’anno e ora si chiude il canale che le agenzie di pratiche auto conservavano tuttora per i pagamenti su veicoli intestati a residenti in altre regioni, inizialmente esclusi da PagoPA. Ora che in questo circuito sono stati integrati i pagamenti di questo tipo, non c’è più ragione di mantenere il canale alternativo».

Sempre in manovra sono contenute delle nuove norme per contrastare l’evasione del bollo auto. Queste consentono l’incrocio delle banche dati Aci-Pra – che contengono tutti i dati dei veicoli – con quelle delle Regioni – che applicano le tasse automobilistiche dovute dai possessori degli automezzi -. Sono state finora informazioni distinte, nessuno aveva pensato a metterle insieme e farle interagire tra loro. In questo modo, si potranno integrare i dati contenuti nei rispettivi archivi, attualmente distinti e non comunicanti, ma che presto non saranno più separati, così da verificare facilmente chi ha pagato il bollo auto e chi invece no.

Le targhe automobilistiche passeranno direttamente sotto il controllo del Fisco. La banca dati dell’Agenzia delle Entrate si arricchisce dei dati presenti nel Pra, Pubblico registro automobilistico. L’emendamento di Carla Ruocco (M5S) e Gian Mario Fragomeli (Pd), approvato in commissione finanze, sul decreto fiscale 124/19 nel fine settimana, per contrastare l’evasione delle tasse automobilistiche, consente di acquisire i dati delle tasse automobilistiche al Pra «per assolvere transitoriamente alla funzione di integrazione e coordinamento dei relativi archivi». I dati saranno resi disponibili all’Agenzia delle Entrate e alle regioni e province. Questi enti gestiranno le banche dati in comune con un disciplinare con il Pubblico registro automobilistico.

Dal 1° gennaio 2020, dunque, diremo addio al certificato di proprietà auto. Tutte le informazioni sul veicolo saranno contenute nel documento unico di circolazione che sarà dematerializzato. È questo il nuovo nome della carta di circolazione. La riforma, varata nel 2017, con il decreto legislativo n. 98/17, ha già subito diversi rinvii, l’ultimo dei quali attraverso la legge di bilancio dell’anno scorso (legge n. 145/2018) che lo ha spostato appunto ad inizio dell’anno prossimo.

Come a tutti noto, peraltro, è saltata la riforma scritta da Renzi che voleva l’abolizione del Pra. La retromarcia è dovuta all’esigenza di salvare il Gran Premio d’Italia anche con gli incassi del Pra. Ora, gli emendamenti al decreto fiscale riportano all’Aci (che gestisce il registro) tutti i dati sul pagamento del bollo, rendendo più difficili per il futuro ulteriori blitz abolitivi. Peraltro, l’emendamento lascia in piedi gli archivi regionali, prevedendo un futuro disciplinare di cooperazione tra le varie banche dati, che tante prove di mancato coordinamento hanno dato in questi vent’anni di bollo gestito dalle Regioni.

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