La finta democrazia dell’Italia e la Costituzione gestita male da Mattarella

Di Roberto Casalena
La parola democrazia deriva dall’antica Gracia: Demos e Kratos, il popolo ed il potere, cioé il potere nelle mani dei cittadini.

Poi, ci sono i sovranismi e le dittature, anche se non sono similari.

Il sovranismo è sempre espressione del popolo, le dittature no.

Sta di fatto che in Italia la democrazia è “ mascherata”, cioè finta, in quanto, in base alla Costituzione permette, che se si trovano “ inciuci” di ogni genere, stando alle elezioni, tutto va bene, anche se a patirne è il Paese. Il che permette l’ibullonamento delle poltrone, naturalmente a scapito del popolo, che dovrebbe essere sovrano, anche se a soffrirne, poi, è l’intero Paese.

Ma il Presidente della Repubblica che ci sta a fare? Un puro notaio, senza poter interpretare e rompere la ragnatela della Costutuzione, senza capirne il reale valore intrinseco del dectatum?

E già, perché si può anche permettere a forze politiche, non solo antagoniste, ma divergenti in tutto sui programmi, di potersi imbullonare alle poltrone, alla faccia della Costituzione, che va interpretata e non assecondata, come farebbe un semplice notaio.

Dopo il fallimento tra M5S e la Lega, e la spallata data da Salvini, cum granum salis, si doveva solo che andare ad elezioni anticipate, anche alla luce dei risultati del verdetto sulle europee, oltre che delle Regioni, che sono quasi tutte in mano al centro destra, oltre che i sondaggi che danno vincente Salvini ed alleati.

Ed invece si è preferito scegliere l’agonia del Paese, e dei bullonati alle poltrone, senza ne programmi ne idee.

Un proverbio, e questi non sbagliano mai, dice che il pesce puzza dalla testa.

Eccola la finta democrazia, in cui si ha paura di poter ridare al popolo la parola.

E quando avverrà, si vedrà chi avrà ragione da vendere, cioè il popolo sovrano di cui i mistificatori del governo hanno paura. E questo è anche comprensibile. Però che abbia paura anche il garante della Costituzione, cioè il Presidente della Repubblica, questo è più grave.

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