A chi andrà il reddito di emergenza da Coronavirus? Ecco i dettagli:

La stima ed i chiarimenti del ministro del Lavoro Catalfo: «Ci sono risorse per tutti».

Saranno circa tre milioni i cittadini che avranno diritto al reddito di emergenza introdotto dal Governo tra le misure per combattere gli effetti economici del coronavirus. Lo ha detto questa mattina il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, intervenendo ad una trasmissione dell’emittente televisiva Class Cnbc.

«C’è una parte di cittadini che in questo momento non ha alcun sostegno – ha commentato il ministro –, dovrebbero essere circa 3 milioni. Stiamo valutando la platea e l’impatto. Quindi per tutte queste persone che non hanno altri sostegni al reddito sarà previsto il reddito di emergenza, che aiuterà in questo periodo anche di crisi economica”. L’investimento previsto è di circa tre miliardi di euro.

Il sussidio arriverà con il decreto in via di approvazione entro Pasqua, che comprende un pacchetto di ammortizzatori sociali pari a 15 miliardi di euro. Visto l’ampliamento della chiusura delle attività, ha spiegato Catalfo, «è chiaro che per tutelare tutti i lavoratori e tutte le imprese stiamo facendo questa previsione di ampliamento e rafforzamento importante degli ammortizzatori sociali».

Tra i destinatari del reddito di emergenza ci saranno colf, badanti, lavoratori a termine a cui non è stato o non verrà rinnovato il contratto alla scadenza e lavoratori stagionali. Ma anche i lavoratori in nero, anche se questi ultimo potrebbero percepire solo una parte del sussidio. La prestazione dovrebbe essere corrisposta per non più di due mesi. L’importo preciso è ancora da definire, ma si parla di circa 400/500 euro al mese.

Riguardo la valanga di richieste arrivate all’Inps per ottenere uno degli aiuti previsti dal Governo, il ministro del Lavoro ha voluto ribadire che «le risorse stanziate sono sufficienti per tutti, per chi deve prendere la cassa integrazione, per gli autonomi e per i professionisti. In questi giorni – ha aggiunto Catalfo – sono arrivate in totale 2 milioni di domande che coinvolgono quasi 4,5 milioni di lavoratori». La maggior parte delle domande (oltre 1 milione e mezzo) riguardano l’indennità da 600 euro, mentre altrettante erano riferite alla cassa integrazione ordinaria. Poi, 54mila richieste per l’assegno ordinario, quasi 182mila per il congedo parentale e 14mila per il bonus baby-sitter.

Fonte: la legge per tutti

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