Fase 2- Umbria e Friuli-V.G. Le prime regioni già pronte

Donatella Tesei : vicini al traguardo grazie all’approccio dei nostri cittadini ed al sacrificio di tutti gli operatori

Di Angelo Pennacchioni

Roma,21 aprile 2020- Coronavirus, la fase 2 secondo Nino Cartabellotta: “ va programmata secondo un metodo scientifico che dipende da cinque variabili…”.
Che poi è il metodo usato dalla Fondazione Gimbe – Gruppo italiano di medicina basata sulle evidenze, gruppo fondato dallo stesso Cartabellotta, medico specializzato in gastroenterologia e medicina interna, oltre una ventina di anni fa.
«Questo modello – spiega il dottor Cartabellotta – non ha l’obiettivo di stilare una classifica tra Regioni, ma solo di posizionarle e monitorarle nel tempo rispetto alla media nazionale di due variabili che condizionano l’evoluzione dell’epidemia».
La distribuzione delle Regioni secondo il modello GIMBE dimostra che ad oggi la suddivisione del Paese in tre macro-aree (Nord, Centro, Sud) non rispecchia e non descrive il rischio di evoluzione del contagio. Ed allora il fenomeno viene graficamente rappresentato usando i colori verde, giallo, arancione e rosso.
Regioni del Nord: si posizionano quasi tutte nei rosso, giallo per l’elevata prevalenza, ma presentano diversi valori di incremento percentuale….:. Il Friuli-Venezia Giulia si colloca invece nell’area verde.
Regioni del Centro: si collocano nell’area arancione e verde) con incrementi percentuali che vanno dal 2,2% dell’Umbria al 18,8% del Lazio, le Marche nell’area gialla.
Regioni del Sud, isole incluse: si trovano tutte nel nella zona verde, ad eccezione della Puglia che si posiziona nel nell’ arancione con un incremento percentuale del 18,1%.«In generale – conclude Cartabellotta – la fotografia scattata a 2 settimane dalla possibile riapertura non è affatto rassicurante perché gli incrementi percentuali negli ultimi 7 giorni sono ancora molto elevati anche nelle Regioni che si trovano nel quadrante verde, fatta eccezione per l’Umbria».
“Veniamo indicati da prestigiose fonti scientifiche come la regione più vicina al traguardo dell’azzeramento dei contagi. Una meta che è frutto di diversi fattori tra cui l’approccio ligio e corretto dei nostri cittadini che hanno osservato le misure di distanziamento, nonché di una gestione dell’emergenza che è stata in grado di limitare al massimo i contagi grazie a scelte precise e puntali. Ora dobbiamo sì continuare su questa strada, quella del rispetto delle disposizioni sociali e sanitarie ma proiettati verso una ripresa delle attività economiche e, passo dopo passo, di quelle più strettamente sociali. In questa direzione va la collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia e la condivisione con Prefettura, parti sociali e associazioni datoriali di un percorso che ci dovrà far tornare ad essere produttivi prima possibile… “.

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