Conte bis alla deriva, e dietro l’angolo c’è Draghi

di Roberto Casalena

Ormai anche il Pd non ne può più del non decisionismo del premier e sferra attacchi continui  a Conte, a partire dal ponte di Genova, all’Aspi ( Autostrade), all’Ilva, Alitalia, alla burocrazia che paralizza le opere pubbliche, e più in generale alla politica dei rinvii e dell’immobilismo più assoluto.

Intanto anche l’Olanda rialza la testa  ed invia il suo diktat : “ via quota 100”, o niente soldi a fondo perduto dall’Europa.

L’Italia, dunque, non può più attendere riforme strutturali e credibili, che, però, non sono neanche in forma di bozza, mentre Conte  continua con le sue ricette fantozziane sparse ai quattro venti.

Annunci su annunci, tutti campati in aria, dai 400 miliardi alle imprese,di cui 200 all’export, ai soldi promessi con garanzie statali ( si fa per dire), alla cassa integrazione che ancora non è giunta a molti, alle imprese sull’orlo del precipizio e di cui nessuno si occupa più. E le riforme che gli italiani chiedono, ad iniziare da quella fiscale, rimangono nel libro dei sogni.

Un Pd che ha tentato di governare con il M5S dei niet, ed ora, finalmente, si sta accorgendo che andando avanti così, solo con slogan, il Paese non potrà reggere ancora.

Ed allora? Sembrerebbe di capire che ci siano stati contatti del Pd con il Quirinale, per cui nel caso di caduta del governo, si potrebbe ancora giocare la carta Mario Draghi, quale presidente del Consiglio, con l’appoggio esterno di tutti i partiti, ed i risultati sarebbero sicuramente migliori di quelli di Conte,  ed inoltre, l’Europa potrebbe dare fiducia all’Italia, con una guida così prestigiosa.

Dunque un esecutivo di tecnici, scelti da Draghi, in grado di avviare velocemente riforme serie e solide.

Certo è che se non ci fosse un governo Draghi, Conte, dopo l’Estate, non potrà più fare la cicala, come neanche Grillo, e l’Inverno li seppellirà definitivamente.

Tra l’altro è bene ricordare che nei giorni scorsi Di Maio ha incontrato Draghi: “ Di cosa abbiamo parlato? Ho un negoziato europeo in corso, giusto ascoltare chi in questa materia ne sa più di tutti “ dice il ministro degli Esteri.

Per ora l’unica cosa certa e seria è stata l’uscita della Lega dal primo governo Conte, e Salvini che se ne è infischiato delle poltrone da dover usare solo per non poter governare. Onore al merito, anche se, purtroppo,  c’è in giro ancora troppo popolo ignorante e beota, che applaude  al battito di ali di una farfalla, o di un Grillo stonato e senza più voce.

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