Ecco come si elimina la burocrazia, senza le chiacchiere di un governo incompetente

Di Roberto Casalena

Per eliminare definitivamente la burocrazia che opprime il Paese, occorrono misure molto semplici, in grado di togliere di mezzo anche tutti gli “imbucati” politicizzati nel pubblico impiego. Vediamo come:

-Contratti pubblici a termine di due anni rinnovabili tacitamente. Cioè, l’eliminazione del posto sicuro anche per la molteplicità di fannulloni che operano nel pubblico, ad iniziare dai vigili urbani fannulloni, agli spazzini, e su a salire fino alle cariche nei Comuni e Regioni, scuola, università e magistratura compresa, ecc. ecc.

Tutto dovrebbe essere monitorato e chi produce bene viene riconfermato, altrimenti a casa. Un concetto semplice basato sulla burocrazia ma che in Italia sembra essere un’ utopia proprio perchè tutto l’apparato pubblico è collegato alla politica cioè ai potenziali voti.

-Dovrebbe essere creato un unico call center dove i cittadini possano esporre il malfunzionamento dei servizi (medici di base, ospedali, magistratura, trasporti,ecc.). In tal modo dopo cinque reclami documentati di un mal servizio i malcapitati potranno essere rimandati a casa.

Facciamo un esempio pratico tra i tanti: un medico di base che non risponde al telefono e che non richiama, o che non vuole effettuare la visita a casa, o che non vuole effettuare il vaccino anti influenzale obbligatorio viene segnalato al call center regionale e così dopo cinque segnalazioni da parte dei vari pazienti viene rispedito a casa. E così facendo, tanti fannulloni stipendiati dal pubblico con i nostri soldi potranno mettersi in proprio, da privati, o andare a zappare la terra. Intanto i Grillini invece di pensare alle cose serie hanno varato a suo tempo il “carrozzone” del reddito di cittadinanza a disoccupati che non troveranno mai lavoro attraverso il fantomatico call center con circa tremila addetti, e che alla scadenza del contratto a tempo determinato, il prossimo anno metterà in strada anche tutti in strada del call center voluto da Di Maio.

-Eliminazione di tutte le pratiche inerenti a lavori pubblici e privati. Basterebbe la presentazione dei progetti e di costi e se entro un mese non vi è risposta partono i lavori, e poi successivamente se ci sono inganni sarà la magistratura competente ad indagare.

-Riforma della magistratura per farla tornare ad essere efficiente, e non un colabrodo come è oggi.

-Riforma della scuola con abolizione di greco e latino sostituiti con materie tecnico-scientifiche.

-Riforma fiscale semplificata con una flat tax con irpef al 15% fino a 50mila euro lordi; al 20% tra 50e 120mila euro; al 30% per cifre superiori. Contestualmente abrogazione di tutti i bonus concessi per uso politico. In tal modo si saprebbe subito ciò che si deve pagare in base al reddito, senza passare dal commercialista per una serie di eventuali detrazioni in cui neanche i tecnici sanno districarsi.

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