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23/01/2017

Banche

Tangenti, appropriazione su c/c, e titoli tossici per far fallire Divania. Unicredit condannata

Tangenti. Unicredit ancora sulla scena, appena si aprono i tendoni,  fuoriesce una losca commedia all’italiana, tra malaffare, corruzione, appropriazione indebita, e parcelle astronomiche pagate ai Ctu, che fanno parte dello staff della banca, quindi in conflitto di interessi. Raccontiamo il caso di Divania, azienda leader nel settore dei salotti, con 430 dipendenti, costretta a chiudere

Unicredit strozzina, e strangolaziende. Le pluricondanne milionarie

Unicredit attacca l’Economico, fa lo spaventapasseri, intima il taglio di due articoli, a detta dell’ufficio stampa, lesivi dell’immagine della banca, senza però inviare alcuna rettifica a quanto da noi asserito. Il  pensiero, si sa, è libero, e gli editoriali non sarebbero tali se così non fosse.  Ma dei terremoti che scuotono le fondamenta della banca,

Unicredit minaccia, e censura la stampa libera. Aumento di capitale virtuale. I retroscena

Unicredit fa la voce grossa, e il censore, ma senza dati reali da contestare. ll comunicato stampa inviatoci in pesante ritardo, solo a seguito di due articoli da noi pubblicati di cui si è pretesa la rimozione, nei quali si evidenziavano le serie difficoltà del varo dell’aumento di capitale di 13 miliardi richiesti dall’Eurozona. Aumento,

Bankitalia: falso in atto pubblico, sapeva tutto su Mps. Insabbiata inchiesta. I documenti

Bankitalia. Siena è balcanizzata. Lo Stato diventa azionista di maggioranza nella banca, Padoan annuncia pulizia nei posti sbagliati, urge ricapitalizzazione; e un anziano avvocato – forte della doppia, impossibile vittoria della sua contrada della Lupa – si mette ad azzannare la Banca d’Italia. Paolo Emilio Falaschi è il legale di un centinaio di piccoli e

Bankitalia nasconde le prove del collasso bancario. Italia a fondo

Bankitalia. “Serve una commissione d’inchiesta sul sistema bancario. Ma hanno tutti paura, authority, manager e politici”. È allarmato e disilluso, Luigi Zingales. L’economista docente all’Università di Chicago, nonché storico commentatore per L’Espresso, spiega cosa c’è dietro il caso Montepaschi e perché lo scandalo della banca senese “nazionalizzata” rischia di trascinare nel baratro l’Italia. “Senza una

Poste Italiane: 40 mld di risparmi investiti ad alto rischio, all’insaputa dei clienti

L’ex amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, congedato con una corposa buonuscita: quattro annualità di stipendio da direttore generale “a titolo di incentivo all’esodo per la consensuale risoluzione del rapporto di lavoro” e una annualità di compenso fisso e variabile da ad, “per il mancato rinnovo del rapporto di amministrazione”. rilasciò la seguente dichiarazione:

Intesa SanPaolo in mano agli “umori” del mercato. La Banca più pericolosa in Italia

Intesa SanPaolo. Continua inarrestabile la crisi economica e bancaria italiana e sarebbe importante che il popolo italiano capisse fino in fondo il periodo, senza imbrogli e omissioni. I titoli bancari stanno zavorrando Piazza Affari e sono più che mai forti le preoccupazioni degli investitori per la situazione patrimoniale delle banche, gravate da sofferenze per oltre

Poste Italiane fine di un mito. CDP piange. A forte rischio titoli, c/c, e libretti di risparmio

Poste Italiane Spa. Titoli, c/c, e libretti postali a rischio. Con l’ulteriore privatizzazione di Poste Spa da parte della Cassa Depositi e Prestiti, controllata dal Tesoro, con il 60% prevista per quest’anno, la CDP finirà di lasciare il passo alle Fondazioni Bancarie, che attualmente detengono il 30% del capitale  CDP, ma di cui non si

Deutsche Bank: odore di default. A rischio tutti i depositi e fondi stipulati con Poste Italiane

Deutsche Bank. Alcuni anni orsono, la Germania ricapitalizzò le banche tedesche per 260 miliardi di euro, mentre in Italia negli ambienti che contano, si asseriva, che i nostri istituti di credito godessero tutti ottima salute (si è poi visto come la  situazione fosse a dispetto diversa, MPS, Banca Marche e consorelle). Si apprende ora, che

Il Governo s’inventa il salva-banche da 20mld. Altre lacrime e sangue. Ecco perché

Il Governo s’inventa il “mercante in fiera” sulle ricapitalizzazioni delle banche italiane, e non solo. Infatti, è stato approvato dalle Camere, l’intervento sui capitali degli istituti di credito italiani in crisi, per il 2017, fino ad un massimo di 20 miliardi. E fin qui, a rimetterci, indovinate un po’, saranno i soliti noti, ovvero gli

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