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25/02/2017

Jukebox

jukebox

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Il juke-box nasce nel periodo più fiorente del “sogno americano” Nel 1936 la Wurlitzer vendette più di quarantamila esemplari, record mai più eguagliato nella storia. In pochi anni, il mercato fu invaso anche dagli altri due colossi del settore, la Seeburg e la Rock-Ola

Nessuno passando davanti ad un vecchio juke-box, resta insensobile al suo muto richiamo; saranno forse le luci colorate, sarà il fatto che trasmette allegria, o che è facile da “toccare” un mito “in carne ed ossa”, certo è che l’indifferenza è un sentimento che ben pochi provano guardando un vecchio Wurlitzer, un Seeburg o un Rock-Ola.

Queste, e forse in misura leggermente minore la Ami, furono le grandi case d’oltreoceano che si diedero battaglia dal 1930 al 1960 per conquistare il mercato americano del juke-box.

Una battaglia senza esclusione di colpi, vinta o talvolta persa dalla decisione del costruttore di permettere la selezione di un disco in più, o dal gusto di un designer che sistemava al posto giusto una cromatura. Il primo fonografo a moneta fu presentato nel 1927 dalla Ami, una fabbrica che già si era distinta nella produzione di pianoforti automatici. Nonostante questa casa anticipasse tutte le altre di almeno tre anni, non riuscì mai ad avere la leadership nel mercato americano, mentre invece fu la maggiore costruttrice di juke-box in Europa.

Quì potrete ascoltare una vasta selezione di musica di vari generi. Buon Ascolto.

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