“GOVERNI PAGATI SOTTOBANCO PER IMPORRE IL LOCKDOWN”, la denuncia di NICOLA BIZZI (storico)

Ha fatto il giro d’Europa la denuncia di Nicola Bizzi (storico), che accusa Oms e Fmi di aver “incoraggiato” svariati governi ad adottare il lockdown, finanziando sottobanco i costi per la gestione dell’ordine pubblico. Bizzi accusa l’esecutivo Conte, «totalmente eterodiretto da forze e poteri molto pericolosi che hanno messo in scena un vero e proprio colpo di Stato globale, finalizzato alla progressiva riduzione e cancellazione della democrazia, della libertà e dei diritti civili, alla repressione di qualsiasi dissenso e all’instaurazione di una dittatura mondiale tecnocratico-sanitaria che definire di stampo orwelliano sarebbe un complimento». In alcuni paesi (in Scandinavia, Svizzera, Croazia e in parte anche in Germania) questa “operazione” si è scontrata «con la solidità dei sistemi democratici», mentre «in altri paesi (come Italia, Spagna, Francia, Serbia e Bulgaria) l’operazione è stata invece portata avanti con maggiore forza e violenza». Secondo Bizzi, che dichiara di attingere a fonti di intelligence, «tutti i governi europei erano stati messi al corrente già dal mese di settembre del 2019 di cosa sarebbe successo, e hanno ricevuto enormi finanziamenti clandestini (nel senso di non ufficialmente dichiarati): una vera e propria pioggia di denaro, destinata a dichiarare il lockdown e garantirne la tenuta attraverso un massiccio potenziamento delle forze dell’ordine». A rompere la diga del silenzio è stato il presidente bielorusso Aljaksandr Lukashenko, contrario al lockdown e al “distanziamento sociale”. Ha dichiarato di aver ricevuto un’offerta di 92 milioni di dollari, da parte dell’Oms, per agire «come in Italia». Dopo il secco no di Lukashenko, l’offerta sarebbe stata in poche settimane addirittura decuplicata: ben 940 milioni di dollari, stavolta offerti dal Fmi. «Non a caso, dopo questa coraggiosa presa di posizione (scrive Bizzi) Lukashenko è stato demonizzato dalla “comunità internazionale” ed è stato accusato di brogli elettorali», nell’ambito dell’operazione in corso (rivoluzione colorata) finalizzata a rovesciarlo. Finanziamenti segreti per adottare il lockdown e per appoggiare «la psy-op dell’Operazione Corona» sarebbero stati offerti alla maggior parte delle nazioni, «a dimostrazione del fatto che si è trattato di un vero e proprio colpo di Stato globale… Questo è accaduto in Canada, Australia, America Latina, Medio Oriente, Asia e Africa. Molti leader africani, in particolare i presidenti della Tanzania, del Burundi e del Madagascar (aggiunge Bizzi) hanno pubblicamente denunciato questi tentativi di corruzione e hanno preso le distanze dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dimostrandosi così molto più liberi e coraggiosi dei leader europei». Secondo Bizzi, questi accordi hanno coinvolto molti paesi dell’Europa sud-orientale, come Romania, Bulgaria, Albania, Montenegro e Macedonia. «In Grecia e a Cipro ci sono invece state maggiori resistenze politiche», visto anche che «la Chiesa Ortodossa ha avuto molto peso nella difesa della democrazia e della libertà dei cittadini». Secondo Bizzi, «questa è una guerra contro i nostri diritti, contro la democrazia e per la distruzione della nostra stessa civiltà: tutti i popoli d’Europa devono ribellarsi e lottare per il proprio futuro».

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