Covid, se Roma non piange la Regione Lazio rischi grosso

In arrivo “le restrizioni” del ministro Speranza. Verso l’arancione diverse Regioni, pericolo Lazio. A Perugia da domani pronto l’ospedale militare da campo.

di Angelo Pennacchioni

E’ attesa in serata la riunione della Cabina di regia, già rimandata la settimana scorsa per i litigi condominiali giallorossi. Alla fine il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà le già preannunciate restrizioni. Molte delle quali si danno già per certe perché l’orientamento ministeriale è quello di rafforzare le chiusure in molte aree dell’intero paese.
Rischiano l’arancione la Liguria, la Toscana, l’Emilia-R, l’Umbria, il Veneto e la Campania; ma non è scritto che la Regione Lazio, a cominciare da Roma, goda ottima salute!
Alessio D’Amato, assessore alla Sanità ha annunciato:”Siamo in una situazione di plateau anche se notiamo delle lievi flessioni nella curva, ma non bisogna abbassare la guardia, aggiungendo:oggi ( 8 novembre n.red.) su oltre 24 mila tamponi nel Lazio (-6.178) si registrano 2.489 casi positivi (-129), 16 i decessi (-11) e 131 i guariti (-108). Calano i casi e il rapporto tra positivi e i tamponi a 10%. Il valore rt e’ 1.3″.Ma nella provincia di Frosinone in oltre la metè dei comuni si riscontrano zone rosse. A Viterbo a fine della scora settimana altro report preoccupante + 182 casi in un giorno ed altri 4 morti.
Covid invece decisamente aggressivo in Emilia-Romagna dove ieri si registravano 2.36° casi e 35 morti con la percentuale di positività al 18,2% oltre la media nazionale e preoccupano anche i ricoveri che stanno occupando circa il 35% dei posti disponibili in terapia intensiva.
Situazione preoccupante in Umbria anche per alcune incivili esuberanze giovanili, e non solo, avvenute nel pomeriggio di ieri al “ pincetto” di Perugia. Ma dove il virus sta incrementando casi di positivi anche negli ospedali, con positivi e reparrti chiusi nella Valle del Tevere, a Pantalla di Todi, a Foligno: Orvieto, Branca, Perugia e Terni. “ La presenza di nuovi focolai nella regione richiede una valutazione del rischio ad hoc che definisca qualora nella regione vi sia una trasmissione sostenuta e diffusa tale da richiedere il ritorno alla fase 1”. Fanno sapere dal ministero della Salute. Ma intanto a Perugia nelle immediate vicinanze dell’Ospedale regionale si avvia alla conclusione la costruzione dell’ospedale militare da campo che sarà pronto per dopodomani, al massimo giovedì. Ieri in Abruzzo si registravano 548 nuovi positivi dei quali 242 nella sola provincia di Aquila. Nelle Marche il bollettino di domenica recitava: altri sette morti e più due in terapie intensive. Ma è stabile la percentuale di positivi in rapporto ai tamponi effettuati. Si passa dal 30,4% di ieri al 31,2% di oggi. I nuovi positivi sono 502 a fronte di 2.946 tamponi analizzati nelle ultime 24 ore. E per finire la Toscana dove si è in attesa dei nuovi dati,prima di decisioni per possibili altre chiusure, in tutta la regione il contagio è diffuso. Nelle Rsa, quasi un anziano su dieci è contagiato, emolti sindaci chiedono un lockdown; insomma la Toscana deve fronteggiare un contagio diffuso. Non è un mistero, più di qualche ospedale s’è visto costretto a sospendere il ricovero dei degenti perché al completo.

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