“Game” una mostra da vivere

di Domenico Briguglio
La stagione autunnale della galleria CiCo di Cinzia Cotellessa (via Gallese 8 Roma) parte il 10 Ottobre, con una mostra che, allietata dalle liriche della poetessa Maria Teresa Tedde,come da consolidata abitudine, si distingue per originalità.Stavolta il tema è il gioco…Un argomento solo apparentemente semplice, poiché nasconde una miriade di risvolti che attengono ad ogni momento della nostra vita.S’inizia a giocare da bambini, un modo per conoscere il mondo esterno ed interpretarlo secondo una chiave di lettura personalissima.Si sceglie infatti il gioco che più ci aggrada, il più confacente alla nostra personalità che può così cominciare a svelarsi, ad imprimere un proprio “imprinting” alla realtà, una direzione che i successivi passi evolutivi, paralleli alla crescita anagrafica, svilupperanno in modo compiuto.Esso diviene così da un lato una sorta di allenamento inconsapevole per affrontare la vita e dall’altro un modo per sviluppare le proprie potenzialità, assegnando ad oggetti e situazioni una serie di valori, costruiti a partire dalle influenze esterne (input) recepite ed internamente trasformate ed elaborate (output).In questo delicato processo intervengono quindi bisogni, inclinazioni, osservazioni che si compongono, via via facendosi e disfacendosi in un processo continuo…Ma il gioco è anche relazione, un interagire con i coetanei, stabilendo rapporti complessi che esulano dalla semplice dimensione personale.Proprio questo secondo aspetto prende il sopravvento nell’età adulta, divenendo più competizione che espressione, perdendo la sua componente più interessante, ovvero la fantasia, colorandosi pertanto di problemi, ansie, conflitti che ne snaturano, in pratica, l’essenza.Recuperare l’originale istintività, la sorpresa della scoperta, la gioia insita nella novità senza orpelli e sovrastrutture è prerogativa di molti artisti, soprattutto di quelli che riescono a distaccarsi dal bagaglio concettuale acquisito nel tempo per ritrovare le emozioni primarie, sepolte sotto gli strati della cultura posteriormente acquisita.Questa mostra rappresenta per gli artisti che ne fanno parte una sfida ardua, che però alla fine giunge ad una meta che rappresenta, contemporaneamente, un premio insperato: portare alla luce l’eterno bambino che vive in ognuno di noi!Vediamoli dunque questi “viaggiatori del tempo”, i coraggiosi navigatori delle emozioni che hanno accettato il confronto con sé stessi: la capofila, colei che ha tracciato il percorso è Cinzia Cotellessa, con lei si sono cimentati nella prova Franco Bacci, Domenico Balestrieri, Marco Castellari, Giovanni Di Stefano, Lalage Florio, Loredana Garzillo, Francesca Ghidini, Edoardo Iacolucci, Stefano La Rocca, Pier Domenico Magri, Giuliana Pellacani, Alessandro Rinaldoni, Dariush Sangelaji, Adele Taglialatela, Gianni Testa, Giancarlo Valdinoci e Simona Capuano, la cui opera, un materico fuori da ogni schema grazie alla presenza di una mela al centro, attrae particolarmente l’attenzione e stimola la curiosità… La mela di Biancaneve? La mela di Adamo ed Eva, “l’infanzia” dell’umanità? Si scioglieranno questi interrogativi?Di sicuro non mancano in questa collettiva innumerevoli interpretazioni del tema, che hanno rispettato appieno le aspettative, un tripudio scoppiettante di fantasia che trascina lo spettatore verso il passato: occhi sgranati di meraviglia, sorrisi che sorgono spontanei, la dimensione ludica che aleggia nell’aria…Attendetevi tutto questo e preparatevi a godervelo: siete pronti?…

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