Detrazioni spese sanitarie: il contante non valido

Detrazioni fiscali al 19% su farmaci e visite mediche: resta l’obbligo della tracciabilità. E sulle altre tasse fa dietrofront sotto le sferzate della Lega

 

Nessuno tocchi le detrazioni al 19% per le spese sanitarie. Neanche quelle per i redditi elevati. Il grido degli italiani, popolo dai mille dolori, è stato alla fine ascoltato sotto la pressione del centro destra: la legge di bilancio, in votazione alla Camera, cancellerà la stretta sui bonus per chi acquista medicine o affronta spese dallo specialista.

La manovra aveva inizialmente previsto la riduzione delle detrazioni Irpef sulle spese sanitarie per chi ha un reddito superiore a 120mila euro e la totale cancellazione per chi, invece, supera 240mila euro. Restavano ferme, a prescindere dal reddito, le spese sostenute per gravi malattie come quelle oncologiche. La norma rischiava di creare il primo grande dietro front dello Stato nei confronti dei bonus fiscali, proprio nel settore più caldo per una popolazione che va invecchiando, ma dovendo pagare con carta di credito e non in contanti si penalizzando proprio gli anziani costringendoli per chi non ha un mezzo di pagamento elettronico a rivolgersi alle banche. Dunque, prosegue la strada tracciata all’epoca da Renzi per aiutare il sistema bancario. Il dietrofront sulle tasse abbraccia non solo le detrazioni Irpef sulle spese sanitarie.

Inoltre, come ha già fatto per le auto aziendali in uso ai dipendenti, il Governo azzera o quasi la plastic tax escludendo dalla nuova imposta di consumo di prodotti monouso in tetrapack, portando così il gettito inizialmente atteso da oltre 1 miliardo per il primo anno a soli 150 milioni di euro. Oltre all’esclusione dei prodotti monouso con meno del 40% di plastica per peso, la nuova imposta è dimezzata a 0,50 centesimi al chilo e si applicherà solo a partire da luglio.

Resta, invece, l’obbligo di pagare le spese sanitarie con strumenti tracciabili proprio al fine di ottenere le detrazioni. Dunque, a partire dal 1° gennaio 2020, a prescindere dall’ammontare dei redditi, tutte le spese detraibili al 19% ai fini Irpef dovranno essere effettuate con strumenti come carte di credito, bancomat o bonifici, altrimenti gli importi non potranno essere fatti valere. Insomma, chi pagherà in contanti perderà il diritto alla detrazione Irpef della spesa sostenuta. Le uniche eccezioni riguardano gli acquisti effettuati in farmacia: in questi casi, si potrà continuare a pagare in contanti, senza limiti di importo e di fasce di reddito (d’altronde, in questi casi, il codice fiscale di chi compra viene già acquisito al momento del pagamento). Quindi, la visita medica privata andrà versata con strumenti tracciabili.

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