Cosa significa “welfare aziendale” per le PMI?
di Matteo Neri
Il Welfare aziendale per le PMI soddisfa dipendenti e imprenditore allo stesso tempo: i primi infatti potranno usufruire di diversi sconti, convenzioni, beni che insieme aumentano il livello del loro benessere, ma potranno anche garantire quello del loro nucleo familiare.
Gli imprenditori, invece, potranno sfruttare numerosi benefici, tra cui la possibilità di creare un clima lavorativo positivo, privo di assenteismo, ma non solo.
Gli aspetti positivi derivanti da questa “politica di benessere” sono diversi e prima di elencarli, è necessario definire con esattezza cosa si intende con l’espressione “welfare per le PMI”.
Welfare aziendale per le PMI: che cos’è e quali sono le caratteristiche che lo compongono

Con l’espressione “Welfare aziendale per le PMI” si vuole indicare una serie di beni e servizi utili non solo per i dipendenti dell’azienda, i quali possono usufruirne, ma vantaggiosi anche per gli imprenditori che li forniscono.
Lo scopo di queste iniziative è quello di garantire in primis il benessere dei lavoratori ma anche per accrescere il loro livello di salute e quello delle persone che li stanno attorno, i familiari.
Le iniziative di welfare riguardano quindi tutti quei sussidi che possono essere d’aiuto nel sostenere il reddito dei dipendenti, garantendo vantaggi fiscali alle aziende e ai lavoratori.
Per avere maggiore chiarezza a riguardo, riportiamo alcune iniziative che rientrano nel welfare aziendale per le PMI.
Le assicurazioni sanitarie integrative, che comprendono ad esempio rimborsi per spese sanitarie, come accennavamo non solo per il dipendente ma anche per altri membri del nucleo familiare.
Troviamo anche convenzioni con determinati studi medici e la possibilità di avere controlli e analisi senza attingere dal portafoglio del lavoratore.
In più rientrano nei sussidi di welfare d’azienda i fondi pensione, e anche altri servizi che possono variare a seconda della fascia d’età dei dipendenti o di altre loro caratteristiche, come per esempio lo stile di vita che essi conducono.
Questa tipologia di beni viene indicata di solito con l’espressione “flexible benefit”.

Ricordiamo che le PMI possono usufruire di questa sorta di “politica di benessere” a partire dal 2016, mentre prima di tale data rimaneva solo appannaggio delle grandi imprese.
Tra i benefit presenti elenchiamo anche quelli di tipo educativo, come per esempio un sussidio per fronteggiare le spese degli asili nido o la concessione di borse di studio per i piccoli che fanno parte del nucleo familiare.
In aggiunta, ricordiamo anche i servizi di assistenza alle persone anziane, gli abbonamenti ai mezzi pubblici e in alcuni casi persino l’accesso a palestre oppure ad agenzie di viaggi.
Non sempre però è l’azienda ad occuparsi di erogare direttamente questi benefit: è il caso dei voucher, uno strumento che si presenta in formato cartaceo oppure elettronico e che le aziende acquistano per i lavoratori, affinchè questi ultimi possano utilizzarli presso fornitori convenzionati.
I vantaggi del welfare aziendale per PMI: perché questa “politica di benessere” dovrebbe far felici contemporaneamente sia dipendenti, sia imprenditore.
Abbiamo precedentemente affermato che il welfare aziendale sia conveniente non solo per i dipendenti, ma anche per gli imprenditori.
Per comprendere al meglio il concetto, è opportuno elencare i vari vantaggi che permettono di soddisfare l’una e l’altra categoria.
Prima di tutto si può affermare come, grazie ai sussidi in questione, il lavoratore possa sentirsi come se venisse premiato e in più riceverà effettivamente delle agevolazioni, come sconti, che possono riguardare ambiti differenti.
Ciò potrebbe permettere all’individuo di impegnarsi maggiormente sul fronte lavorativo generando quindi risultati positivi per l’azienda che ne trae profitto non solo economico, ma anche dal punto di vista della collaborazione.
Si formerebbe infatti una sinergia, un team capace e coeso che persegue gli obiettivi aziendali.
Oltre a questo, si ha una maggiore riduzione del livello dello stress dei lavoratori, diminuisce anche la possibilità che si verifichino fenomeni capaci di creare danno all’imprenditore, come quello dell’assenteismo.
Per quanto riguarda i fattori vantaggiosi che un lavoratore può ottenere ricevendo benefici aziendali, vi è anche quello riguardante l’esenzione di tali sussidi dalle tasse.
Ricevere ad esempio 600 euro in servizi di welfare aziendale significa che non si dovrà poi pensare ad alcuna detrazione, né fiscale né contributiva, su tali somme.
I dipendenti che ricevono tali benefit si possono sentire valorizzati come persone e non semplicemente come delle macchine al servizio dell’imprenditore.
Riguardo invece gli aspetti positivi che si possono riversare sugli imprenditori, anche questi sono diversi.
Oltre a quelli precedentemente accennati – il fatto che un datore di lavoro potrà avere dipendenti più energici, meno stressati, più propensi alla collaborazione e alla riuscita aziendale – ve ne sono altri.
L’azienda potrà aumentare il suo livello di “employer branding”, ovvero diventare una sorta di riferimento per tutti coloro che cercano lavoro e che desiderano lavorare in un ambiente fatto di sani principi come professionalità, collaborazione positiva e pieno di persone motivate e serene. Si può quindi affermare che l’impresa potrebbe accrescere la sua buona reputazione.
Ne consegue anche che tutto ciò potrebbe garantire l’afflusso di personale in linea con i valori trasmessi dall’azienda stessa.
L’imprenditore potrà poi essere alleggerito dal peso del carico fiscale, in quanto vi sarà sempre la possibilità di dedurre i costi dei servizi di welfare.
Secondo il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), in particolare nell’articolo 51, l’azienda potrà godere della deducibilità in percentuale variabile, talvolta anche al 100% per gli importi sostenuti previsti dalla soglia dei fringe benefit (benefici accessori), ovvero 516,46 euro per ogni dipendente per l’anno 2021.
Come si è visto, si può quindi affermare che tutte le iniziative che fanno parte del welfare aziendale sono in grado di soddisfare non solo i dipendenti, ma anche gli imprenditori stessi.
Per maggiori informazioni circa la possibilità di implementare nelle aziende queste politiche di welfare aziendale, è possibile rivolgersi a Matteo Neri, autore dell’articolo e consulente finanziario.

