“ Domani”, il giornale di De Benedetti nasce già vecchio, per non dire morto. Ecco perchè

di Roberto Casalena

Martedì 15 Settembre ( oggi) è nato “ Domani”, il nuovo quotidiano voluto da De Benedetti, dopo la cessione agli Agnelli del gruppo L’Espresso, con in testa La Repubblica e tutte le altre testate a seguire.

E non si capisce , tra l’altro, perché l’ingegnere abbia ceduto un gruppo editoriale in attivo.

Sicuramente l’offerta degli Agnelli Agnelli è stata allettante, però non è che a De Benedetti mancassero i soldi ( tra l’altro è bene ricordare che ha incassato oltre 450 milioni di euro da Berlusconi, per una causa vinta).

E, comunque, ci si attendeva, almeno, un prodotto veramente innovativo.

Ed invece ci si è imbattuti in un giornale vecchio, sia nel formato che nello stile,oltre che nei contenuti e con poca foliazione (24), ogni pagina riempita con un articolo. Un quotidiano nato per non essere ne comprato ne letto.

Tra l’altro manca del tutto la cronaca, lo sport, l’attualità,l’economia, l’estero, la cultura, ecc,ecc.

Dunque, questo è il nostro pensiero sul giornale, e “Domani” non sarà sicuramente un bel giorno.

Sarebbe, invece, interessante sapere chi ha consigliato De Benedetti a partorire un giornale così.

L’idea della testata “ Domani” poteva anche essere accattivante, solo che per il giornale  non c’è ne ieri, ne l’oggi, e tanto meno il domani.

Giornale che sarà difficile che venda copie oltre il domani, in quanto illeggibile ed incomprensibile, oltre che mancante di informazioni, anche inerenti al giorno dopo.

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