IL VISIONARIO CONTEMPORANEO , VITTORIO STORARO, Maestro della LUCE,tre volte Premio OSCAR, Autore di Cinematografia, racconta i Suoi nuovi Progetti.

di Claudio Castana

Il Maestro della Luce, Vittorio Storaro, ha ricevuto immense soddisfazioni nel corso della sua lunga vita, ultimi omaggi, in senso cronologico, quello assegnato a Roma dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti, il Nastro d’Oro della 74esima edizione dei Nastri d’Argento ed il Premio della American Society ofCinematographers, in qualità di numero uno degli autori di cinematografia nel mondo.Riconoscimenti dovuti e meritati, per siglare il suo primo mezzo secolo di grande cinema internazionale, che cade, esattamente, con un compleanno particolarmente importante: gli 80 anni. Non è facile racchiudere in poche pagine, il ritratto di un personaggio eclettico e geniale come Vittorio Storaro. Nato a Roma il 24 giugno del 1940, figlio di un proiezionista della Lux Film, ancora bambino, a soli 11 anni, comincia a studiare fotografia presso l’istituto Tecnico di Roma “Duca d’Aosta” e successivamente al Centro Sperimentale di Cinematografia. L’esordio, dietro la macchina da presa, avviene nel 1968 con “Giovinezza, giovinezza” di Franco Rossi, primo film che gli da’ modo di esprimere quel concetto cinematografico che gli è proprio: il rapporto tra l’impronta digitale della macchina fotografica e la sua visione figurativa della realtà. L’espressione di questo pensiero avviene attraverso l’esplorazione della Luce, sulle sue possibilità di “scrittura” e di “dialogo” con tutti quegli elementi contra-stanti che la compongono e su tutte le sue valenze espressive.A seguire, dopo quell’esordio, una carriera in ascesa a fianco di grandi autori nazionali e internazionali, fra tutti Bernardo Bertolucci,con il quale ha condiviso un lungo sodalizio artistico e di amicizia.“Ho deciso di scrivere un libro che racconta un percorso di 25 anni di carriera sul set e di fare una mostra sui dieci film che ho fatto con lui”, annuncia il Maestro. E ancora tanti film d’autore, tra gli altri con Dario Argento, Giuliano Montaldo, Salvatore Samperi, Luca Ronconi. Moltissimi i premi conquistati: quattro nomination e tre Oscar, come autore della cinematografia per “Apocalypsenow” di Francis Ford Coppola, “Reds”di Warren Beatty e “L’ultimo Imperatore” di Bernardo Bertolucci; sette Nastri d’Argento oltre il David, i Bafta inglesi, i Goya spagnoli, gli Efa ed i riconoscimenti a Cannes e a Locarno. Negli ultimi quattro anni, ha anche collaborato con WoodyAllen in bentre film: Cafè Society (2016), La ruota delle meraviglie (2017) e Un giorno di pioggia a New York, uscito pochi mesi fa in Italia. Ma al di là dell’indiscussa fama, che potrebbe suscitare non poca soggezione, parlando con lui, la cosa che piùsorprende è la sua semplicità, quel suo cercare di rimanere sempre un eterno studente, pieno di curiosità e voglia di imparare.

Maestro Storaro, in questi giorni è stata inaugurata a Roma, a Palazzo Merulanauna mostra foto-cinematografica ideata e voluta per raccontare, attraverso la fotografia, l’inteso lavoro di ricerca figurativa da lei compiuto in 50 anni di carriera,Vittorio Storaro: Scrivere con la Luce”, realizzata e promossa da Storaro Art. In mostra 70 opere, “cavalletti luminosi”, tra 50 cine-fotografie originali e 20 copie di dipinti su tela. E’ riduttivo definirla una semplice mostra fotografica, piuttosto èl’espressione di varie forme d’arte, vuole spiegarci meglio?

La mostra presente a Roma, è il risultato di ricerche sul linguaggio delle immagini fotografiche e cinematografiche, che vengono rappresentate in tre temi: LUCE, COLORI ED ELEMENTI, ben spiegati nei miei tre libri. Sono felice di annunciare ai suoi lettori che sto realizzando un nuovissimo progetto, una ESPOSIZIONE FOTO/CINEMATOGRAFICA – PITTORICA E FILOSOFICA, che comprenderà tutti i miei studi, gli ultimi film girati con Woody Allen ed il mio ultimo libro“I VISIONARI”, che uscirà nel 2021, tramite l’apporto editoriale e redazionale di Claudio Castana. Quindi, sarebbe perfetto per la Svizzera, che stimo, avere in esclusiva ed in anteprima mondiale la mia nuovissima Esposizione Cinematografica e Culturale, con l’inaugurazione e varie conferenze del Maestro della Luce, Vittorio Storaro, realizzate dalla Storaro Art.

Ovviamente, poterla ospitare in Svizzera sarebbe, per noi, un grandissimo onoreRitornado alla mostra di Roma, l’esposizione riveste un duplice interesse, tecnico e narrativo, grazie al passaggio dall’immagine in movimento, che caratterizza la cinematografia, all’immagine fissa, propria della fotografia. Il suo lavoro fotografico è pensato e composto come un racconto d’immagini a sé stanti. Immagini in doppia-impressione, in uno stesso fotogramma, che suggeriscono, attraverso atmosfere oniriche, una personalissima interpretazione delle storie rappresentate . Qual’é il significato emozionale di questo lavoro?

La tecnica della doppia impressione, con più di una immagine sovrapposta all’altra, rispecchia il tentativo di narrare attraverso la foto-grafia fissauna storia in movimento cinematografico. Il significato emozionale del mio lavoro, in generale, e’ sempre legato alla luce, che e’ un grande elemeno della natura. Quando ci arriva addosso non la vediamo solo con gli occhi , ma con tutto il corpo , e’ come se fossimo delle lastre sensibili e a seconda della frequenza con la quale ci arriva , cambia il nostro polso e si alza o si abbassa la nostra emozione. La definirei un elemento imprescindibile che insieme alla ragione guida i nostri pensieri e le nostre azioni.

Di Bernardo Bertolucci lei disse in un’intervista “Quando lo conobbi capii subito che con il cinema scriveva poesie”. Il sodalizio artistico e di amicizia con il grande cineasta é durato una vita, con lui ha realizzato dieci film, alcune tra le sue opere più importanti da Prima della rivoluzioneStrategia del ragno, Il conformista, Ultimo tango a Parigi, Novecento, L’ultimo imperatore, fino a Il piccolo Buddha, tanto per citarne alcune. C’è un aneddoto che vi riguarda e che ricorda con affetto?

E’ stata una stretta collaborazione artistica ed una profonda amicizia di vita. Bernardo Bertolucci, è stato il più grande maestro delle immagini e si esprimeva con la macchina da presa, come io mi esprimo tramite la luce. E’lui che mi ha insegnato che non c’e’ niente di reale nel cinema e che e’tutta immaginazione. Bernardo, inoltre, era un grande esperto di psicanalisi e mi ha insegnato molto anche in questo campo, mi faceva sempre leggere dei libri esemplificativi dei film. Sto scrivendo un libro che racconta i 25 anni di carriera con Bernardo sul set e sto organizzando una mostra, con mio figlio Giovanni Storaro, sui dieci film girati insieme al grande regista Bernardo Bertolucci.

Lei ha dedicato cinque anni della sua vita a riassumere il suo percorso creativo sulla simbologia, filosofia, drammaturgia, nell’opera La Luce, I ColoriGli Elementi della Vita, per poi approdare all’ambizioso progetto “La Civilta’ Romana”, un viaggio nel mistero del tempo, che le ha consentito di approfondire la sua conoscenza delle arti visive e le sue radici storico-sociali-culturali. Il risultato è un prezioso volume d’arte corredato da spettacolari immagini in doppia impressione. Un progetto epico, visualizzato nella macchina fotografica, cosa rappresenta per lei?

Dopo aver vinto l’Oscar, al massimo della mia carriera, ho preferito non accettare altri film, per dedicarmi allo studio sulla importanza storica del nostro passato ed ho scritto il libro della “Civiltà Romana”, un volume di arte di ben trecento pagine, scritto in lingua inglese ed in lingua italiana, che racchiude molte immagini in Doppia Impressione su “Roma Antica”, con l’aiuto redazionale ed editoriale di Claudio Castana. La Civiltà Romanaè l’unica civiltà che oltre a dominare altri popoli, ha realizzato ovunque Terme, Acquedotti, Biblioteche, portando benessere e civiltà e, per prima ha creato la Lex Romana, cioè il Diritto Romano.

Leonardo da Vinci, uno dei più grandi geni dell’umanità, fa parte dei suoi progetti futuri. Può anticiparci qualcosa?

Considero Leonardo, il Visionario dei Visionari, che ha ispirato tanti altri personaggi illustri, come Albert Einstein. Fin da studente sono stato attratto dalla grandezza di Leonardo ed ho realizzato un progetto di una monografia su Leonardo ed un calendario che illustra i vari visionari, illuminati da Leonardo.

Da quanto si capisce, non ha risentito piu’ di tanto, delle limitazioni del covid 19, ha continuato a lavorare e ha fare progetti

Senza nulla togliere alla gravita’ di quanto e’ successo a livello mondiale, una stasi, l’arresto temporaneo delle nostre azioni, ma non dei nostri pensieri, non la vedo in senso negativo. A volte fermarsi a riflettere serve per ripartire con piu’ slancio. Questo e’ l’augurio sincero che faccio a tutti.

E ora arriviamo a noi. Nel 2003 la Società Elettrica Sopracenerina di Locarno si è avvalsa della sua preziosa collaborazione per illuminare quattro luoghi simbolo della citta’. Che ricordi ha della Svizzera e di quell’esperienza?

Si, in occasione dei 100 anni della sua Fondazione, la Società Elettrica Sopracenerinaha voluto donare alla città di Locarno e finanziare la illuminazione permanente del Castello Visconteo, in Piazza S.Antonio, il Santuario della Madonna del Sasso, il progetto illuministico realizzato da me e da mia figlia, l’Architetto Francesca Storaro, Lighting Designer.

Tra i suoi desideri c’è quello di dare un riconoscimento legislativo del “Diritto D’Autore” per tutti gli Autori della Cinematografia nel Mondo. Un riconoscimento importante, che servirebbe a tutelare un settore di nicchia. A che punto siamo?

Stiamo procedendo, eliminando alcune difficoltà istituzionali ed ho espresso al Parlamento ed al Ministro della Cultura, la necessaria importanza della “conservazione”, oltre al restauro dei film, per lasciare e garantire alle Generazioni Future, le stesse emozioni, tramite le immagini cromatiche realizzate e girate nei film anni addietro.

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