L’espressione dell’ Io

Il fascino dell’emozione

Domenica 26 Novembre, ore 12,00, s’inaugura una nuova mostra dello Studio Ci.Co, via Gallese 8.

Anche stavolta, secondo un’ormai collaudata tradizione il tema portante, “IL mio Io nell’opera”, scelto da Cinzia Cotellessa è uno dei più difficili da affrontare, per le innumerevoli implicazioni alle quali attiene.

Parecchio tempo fa, durante un’altra occasione, me ne aveva accennato, parlandone come di un’idea a lungo vagheggiata e che prima o poi avrebbe voluto realizzare, ben conscia  dell’impegno che avrebbe richiesto trovare, proporre, assemblare opere che quantomeno esprimessero una parte delle inesauribili possibilità insite in un argomento di tal fatta: “Vorrei che ognuna delle opere esposte rappresentasse  l’artista senza la maschera con la quale si presenta agli altri nei rapporti usuali, quotidiani, creata apposta per dare di sé un’immagine, per così dire, “sociale”, celando per i più svariati motivi la propria vera, autentica essenza”…

Un obiettivo assolutamente ambizioso, soprattutto considerando quanto ogni artista “immette” nelle sue opere.

Infatti benché praticamente tutte rivelino nella scelta dei soggetti, nel modo di rappresentarli, financo nell’utilizzo della tecnica preferita una personale visione del mondo, questa può essere frutto d’influenze culturali, sociali, addirittura politiche (!) acquisite nel tempo  divenendo, pian piano, una sorta di “personalità aggiuntiva” a quella celata nel profondo, un “vestito” buono per mostrarsi agli altri, nel tentativo, più o meno inconscio di compiacere.

Una riprova di ciò l’abbiamo nell’arte dei secoli scorsi ed anche nelle opere dei più grandi maestri, condizionati nelle loro scelte a tutto campo dai voleri ed ambizioni dei loro mecenati e pertanto costretti a nascondere le loro vere idee, il loro autentico io, in velate e criptiche metafore visive di difficile decifrazione.

Oggi la situazione è decisamente cambiata eppure… La profondità del proprio essere, quello a cui realmente si tiene, desidera, anela, ha la tendenza a mostrarsi ancora a sprazzi, oppure nel modo più imprevedibile, facendo capolino qui e là, in qualche dettaglio apparentemente minore, trascurabile, nascosto nel contesto generale, visibile solo ad un osservatore attento o attratto, improvvisamente e senza un vero perché, esattamente da quello…

Certo, parlare con l’autore, in uno scambio sincero, senza orpelli, può essere utile ad acquisire le giuste chiavi d’accesso a quella porticina lì, la più intima…

“Ho voluto ospitare opere che rappresentassero fedelmente ogni artista: per farlo ho parlato con loro, onde comprenderne ( nei limiti del possibile) l’autentico sentire, sogni, desideri e, perché no, anche delusioni, speranze frustrate, tutto quello che può averle ispirate.”

Un lavoro straordinario che ha richiesto un impegno notevole, supportato dall’empatia che unisce artista ad artista: “Tra artisti si crea un feeling speciale, creato dall’arte, un dialogo che va oltre la superficie e ci accomuna, una percezione speciale che mi ha permesso di convincerli a portare opere con le tracce più significative del proprio essere.”

Nulla è più gratificante per un osservatore trovare anche una piccola parte di sé stesso in un’opera d’arte, una improvvisa condivisione di un aspetto gelosamente custodito, (il vero tesoro dell’io) con un’altra persona che lo ha trasformato in immagine: una comunanza che crea un ponte che si conserverà per un periodo assolutamente indefinito e spesso fattore cruciale nella motivazione all’acquisto dell’opera, trasformando quell’emozione primaria in un’esperienza quotidiana che, nell’intimità della propria casa, si rinnova immutata ad ogni sguardo.

Chi sono dunque gli artisti che hanno accettato di mettersi in gioco?

Sono ben 30: Donatella Angelucci, Stefano Antonelli, Antonietta Aulicino, Franco Bacci, Alberto Besson, Paola Bisozzi, Remo Carradori, Brigitta Ciampi Karner, Gianfranco Donzelli, Gabriella Frustaci, Ercole Furia, Luisa de Gaetani, Yvonne Maria Teresa Gandini, Loredana Garzillo, Rosaria Gentile, Barbara Gioiello, Ele Ele, Teresa Iannone, Imiklis, Stefano La Rocca, Paola Luciani Fulbright, Elio Luciano, Barbara Maresti, Stefania Nicolini, Marina Novelli, Ornella Ogliari, Ludovica Pennacchia, Anna Romanello, Annalisa Sacchetti, Luciana Tancioni, Tanino, Giuseppe Zumbolo.

Da quanto appurato in un’attenta preview, 60 opere nelle tecniche più disparati nelle quali lo spettatore può attingere uno straordinario impatto emozionale, trovare magari qualcosa in cui identificarsi…

La mostra, che si avvarrà della presentazione del critico d’arte Piero Zanetov e di un intervento della scrittrice d’arte Marina Novelli, si protrarrà fino al 7 Gennaio 2024.

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