L’Assessore regionale alla sanità Lazio rischia “ la rossa “ (ma non è una donna,ma il Covid-19)

Ma per nuovi casi e per decessi la Toscana sta peggio ed ha più

ricoverati anche in intensiva. A Roma e Perugia transenne in centro.

di Angelo Pennacchioni

Perugia 12 Novembre 2020 – L’ ultima dichiarazione dell’Assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato minaccia : “ se l’indice di contagio da Coronavirus Rt non scende, il Lazio potrebbe diventare zona rossa.” Ieri a Roma e in tutta la regione si erano registrati meno casi Covid 2479 a fronte dei 2608 di martedì. Tuttavia il Lazio è in zona gialla e preme sulle tre confinanti del nord spedite nella fascia più dura. La Toscana, L’Umbria, e l’Abruzzo sono le tre Regioni dell’Italia Centrale “cattive” per Covid, tant’è che sono sistemate nella fascia arancione, circondate dalle due più “virtuose” Marche e Lazio. In quest’ampia zona, che ricorda il vecchio progetto della Macro-Regione, se non una buona fetta dello Stato Pontificio nell’800, ieri erano registrati circa settemila nuovi casi, 5.140 decessi complessivi dall’inizio pandemia e risultavano 6.700 ospedalizzati di cui 702 in terapia intensiva. Nel Lazio risultano effettuati 1.724.820 tamponi, in Toscana 1.259.794, nelle Marche 353.026, in Umbria 340.853 ed in Abruzzo 328.068 naturalmente da inizio della pandemia.

Questa la situazione a ieri nelle singole Regioni: Toscana: 2.507 nuovi casi; 47.900 attualmente

positivi; 69.920 casi totali; 1.701 decessi; 1.874 ospedalizzati di cui 246 in terapia intensiva.

Umbria: 515 nuovi casi; 10.334 attualmente positivi; 16.253 casi totali; 218 decessi; Abruzzo: 662 nuovi casi; 10.950 attualmente positivi; 16.550 casi totali; 644 decessi; 597 ospedalizzati di cui 51 in terapia intensiva. Marche: 701 nuovi casi; 11.514 attualmente positivi; 20.256 casi totali; 1.077 decessi; 610 ospedalizzati di cui 74 in terapia intensiva. Lazio: 2.479 nuovi casi; 57.583 attualmente positivi; 74.054 casi totali; 1.503 decessi; 3.168 ospedalizzati di cui 255 in terapia intensiva. Però, è da tener presente che l’analisi sui casi totali è relativa, perché condizionata dal numero di tamponi effettuati.

L’ Umbria , ad esempio, ne ha fatti sostenere più della Regione Abruzzo, nonostante la differenza di popolazione e quasi quanti quelli delle Marche che ha circa un milione e mezzo di residenti. Intanto Contro la movida molesta tornano le transenne nei centri storici. A Perugia mini zone rosse interesseranno le scalette del Duomo e quelle di Palazzo dei Priori sotto la sala dei Notari e alle logge di Braccio.

Da oggi sono iniziati i ricoveri all’ospedale militare da campo adiacente al nosocomio regionale.

La struttura ha una capacità ricettiva di 37 posti letto di degenza ordinaria e 3 posti letto di degenza sub- intensiva.

L’attività assistenziale sarà assicurata da medici, farmacisti, infermieri, operatori logistico

sanitari (Ols) e da operatori socio sanitari militari ed avrà diretto contatto con l’azienda ospedaliera di Perugia.

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