Manovra bis. Famiglie tartassate. Stop agevolazioni per i redditi più bassi. Le nuove tasse

È il Jolly della manovra. Finisce regolarmente sul tavolo da gioco, salvo poi rientrare nel mazzo quando si scopre che dietro la formula magica delle tax expenditures si nascondono agevolazioni fiscali vere e proprie e che tagliarle significa fare aumentare il peso delle tasse su famiglie e imprese. Per un intreccio di politica (i veti di Renzi) e di conti (non si trovano abbastanza tagli alla spesa per evitare l’aumento delle accise) sono rispuntati fuori anche questa volta i tagli selettivi alle spese fiscali, cioè a quelle agevolazioni che in realtà sono spesa pubblica. Una selva di detrazioni e deduzioni accumulate in decine di anni, spesso misure per microsettori. Ma le tax expenditures che il governo vorrebbe intaccare sono proprio quelle rivolte alle famiglie e che valgono per tutti. Per la manovra da 3,4 miliardi che arriverà a giorni i tecnici del ministero dell’Economia stanno studiando la revisione selettiva dei bonus fiscali. Riprende quota l’idea di limitali in base al reddito. Sopra una certa soglia dovrebbero scomparire. Più difficile rimodularli secondo criteri di progressività. La lista è quella che era già stata proposta in precedenti manovre e poi era scomparsa per le proteste dei contribuenti e dei settori interessati. Ci sono le detrazioni per le spese veterinarie, per le attività sportive e anche le spese funerarie. L’idea era spuntata anche nelle ultime due leggi di Stabilità. Ma poi è sempre tramontata. Le entrate sono limitate. Le spese veterinarie, secondo il rapporto Ceriani che è del 2011, sono costate allo stato 150 milioni di euro, quelle funerarie 118. Cifre basse a fronte dell’inevitabile effetto mediatico che può avere un titolo di giornale sul governo che tassa il caro estinto o il cane di famiglia. Altro problema connesso alle cifre molto basse che darebbe un taglio ai bonus fiscali (non fanno parte delle tax expenditures da tagliare le detrazioni che concorrono a formare il reddito della famiglia) è che potrebbero troppo poco alle casse dello Stato e che quindi servono tagli più seri. Quindi torna la tentazione di ridurre quelle più importanti. Le detrazioni da lavoro e pensione valgono 38 miliardi nel bilancio pubblico, quelle per i familiari a carico 10 miliardi, le spese sanitarie 2,3 miliardi. Nelle precedenti leggi di Bilancio si era ipotizzato un intervento per rendere questi bonus meno vantaggiosi con il crescere del reddito. Ma si tratterebbe, di fatto, di un aumento delle tasse a danno delle famiglie. Dal punto di vista politico un autogol forse peggiore dell’aumento delle accise su carburanti e sigarette. Facile che anche questo tentativo di sfoltire le tax expenditures finisca di nuovo nel cassetto. Le difficoltà nel trovare le risorse per la manovra potrebbero condizionare anche una riforma che è in dirittura di arrivo: l’addio al certificato di proprietà rilasciato dall’Aci e al libretto di circolazione, sostituiti dal foglio unico. La novita dovrebbe arrivare in uno dei prossimi Consigli dei ministri, comporta risparmi per gli automobilisti di circa 32 euro, ma anche minori entrate nelle casse dello Stato. Per questo potrebbe creare problemi al ministero dell’Economia a caccia di risorse.

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