Elezioni “taroccate”all’ultimo momento. Altro che libertà di voto

Intanto la DC prova a rialzare la testa cercando una possibile alleanza al centro

di Roberto Casalena

Con una circolare notturna del primo di Agosto il ministero dell’Interno ha di fatto azzoppato definitivamente le illusioni di partitini o movimenti intenzionati a poter partecipare alla tornata elettorale del 25 di Settembre.

Di fatto non ci si potrà più presentare in una parte o frazione di territorio, ma solo sull’intero suolo italico, consegnando 75 mila firme vidimate. Impresa impossibile. Mentre i partiti strutturati e che hanno già dei gruppi parlamentari sono esenti da presentare qualsiasi imposizione di firme.

Per cui chi volesse presentarsi alle elezioni dovrà cercare accordi con i partiti già esistenti. E così anche Calenda si è dovuto arrendere e trovare un accordo con PD e

Più Europa. L’alternativa sarebbe stata Renzi, il quale,  invece, dovrebbe correre da solo.

L’indicazione del ministero, dunque, non permette più di potersi presentare anche su frazioni di territorio come in precedenza, e con meno firme da presentare, per cui molti saranno tagliati fuori dalla competizione elettorale.

Facciamo un esempio chiarificatore. Se un movimento o nuovo partito si volesse presentare nel primo municipio di Roma ( 350mila abitanti), stando a prima della circolare poteva farlo solo prsentando 350 firme vidimate. Ora non più.  Questo il messaggio  sulla libertà di voto del cittadino?

E così, anche un partito storico come la DC, che ha iniziato dal basso la sua ricostruzione, dopo gli accadimenti di mani pulite, sta cercando un alleato con cui potersi presentare al voto, così come ha fatto Calenda, che alla fine ha preferito Letta a Renzi.

E Draghi e Mattarella sono a conoscenza delle restrizioni imposte al voto?

Dulcis in fundo: a Ottobre la Corte Costituzionale deciderà se rendere obbligatori i vaccini anti Covid.

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